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Ciao MichaelUn grande della musica pop e' scomparso.
Siamo cresciuti con le sue musiche.
Rimarra' nei cuori di ognuno di noi.
E' triste sapere che la vita è davvero tanto breve.
Ciao Michael
Parmigiana di melanzane (Milinciani a parmiciana)La parmigiana di melanzane è un piatto che si può considerare unico per le sue proprietà nutritive.
Si tratta di una ricetta tipicamente mediterranea perché è diffusa in tutta l'area del sud.
Ingredienti:
2 melanzane,
300 gr.di salsa di pomodoro fresco,
cipolle,
foglioline di basilico fresco,
150 gr.di parmigiano grattugiato,
olio e sale.
Tagliare a fette le melanzane e friggerle in olio abbondante.
Preparare a parte la salsa con i pomodori, la cipolla e il basilico.
In una teglia fare degli strati di salsa alternati a strati di melanzane e per ultimo uno strato di salsa cosparso di parmigiano e qualche foglia di basilico.
Passare in forno per venti minuti circa.
Potete ovviamente grigliare le melanzane invece di friggerle, otterrete ovviamente un piatto molto buono ma assai piu’ leggero.
Potete servire la parmigiana appena tolta dal forno, ma è ottima anche tiepida, a temperatura ambiente. C'era una volta la Fiera del MediterraneoLa Fiera Campionaria del Mediterraneo di Palermo chiude .
Un deficit di oltre 18 milioni di euro, indagini della magistratura contabile e condanne nei confronti degli amministratori che si sono succeduti negli ultimi dieci anni, un impressionante mole di contenzioso con i 37 dipendenti da mesi senza stipendio.
L’immobile è in un totale abbandono di rifiuti speciali e pericolosi depositati lungo i viali in quanto l’Amia si rifiuta di ritirali perché l’ente è moroso nei suoi riguardi. Risulta quasi impossibile ospitare eventi per la pericolosità’ dei locali. Folla di creditori che pignorano mobili, quadri, computer e perfino le palme del viale ormai aggredite dai parassiti, venti padiglioni al collasso per mancanza di manutenzione. Una condizione di totale dissesto.
Una delle strutture fieristiche piu' importanti della Sicilia devastata da una disastrosa gestione amministrativa.
Adesso gli 83 mila metri quadrati della Fiera del Mediterraneo di proprietà del Comune, potrebbe essere utilizzato per edificare palazzi destinati a civile abitazione. Un altro pezzo di Palermo che muore.
Palermo campione d’ItaliaLa primavera del Palermo è campione d'Italia
Il Palermo Primavera è campione d’Italia.I ragazzi di Pergolizzi entrano nella storia e conquistano il primo titolo tricolore perla societa' rosanero.E' stato decisivo un gol dell'uruguaiano Habel Hernandez all'89 nella partitacol Siena.Addio Renzino!Se n’è andato un grande palermitano.
E' morto nella sua abitazione, a Taormina, il poeta e umorista siciliano Renzino Barbera. Aveva 85 anni.
Renzino Barbera era un grande artista, è stato il maestro indiscusso di tutti gli artisti siciliani.
Conosciuto in tutta la Sicilia; amato ed apprezzato attore, autore, umorista, giornalista, poeta capace di dipingere, in poche battute, personaggi, pregi e difetti della sua terra.
Con lui la Sicilia perde un grande testimone della sua storia recente.
Nascemu come tutti
Cu ddi pugnidda chiusi,
Gridannu preputenti,
Strincennu sulu "nenti",
Muremu come tutti.
Chi manu abbannunati,
Stancati,affaticati,
Di strinciri ddu "nenti"!
(Renzino Barbera) Villino FlorioIl Villino Florio è un edificio, sito nei pressi di Piazza Principe di Camporeale alla Zisa a Palermo. Il villino, immerso in uno splendido giardino, è commissionato da un alto borghese, Vincenzo Florio, cosmopolita, grande viaggiatore che aveva rapporti con tutto il mondo europeo, all'architetto Ernesto Basile e realizzato tra il 1899 e il 1902.
Di famiglia benestante, armatore e industriale di vini, Florio fu da sempre appassionato di automobilismo, tanto che partecipò come pilota a diverse gare.
Nel 1906 applicò le sue doti imprenditoriali nella creazione e organizzazione di un trofeo automobilistico in Sicilia, la Targa Florio, corsa automobilistica sul circuito delle Madonie.
È una delle prime opere architettoniche in stile Liberty d'Italia e viene considerato uno dei capolavori dell'Art Nouveau.
E' un vero gioiello di architettura, immerso nel verde e chiuso da un sontuoso cancello in ferro battuto ed ha accolto i migliori esponenti del mondo culturale, economico e nobiliare dell'epoca.
Terminata l'epoca d'oro della famiglia Florio, fu semidistrutto da un incendio doloso nel 1962 che ne danneggiò parte dell'interno.
Dopo il restauro ora è sede diplomatica della Regione Siciliana. 23 maggio 1992Sono trascorsi diciassette anni dalla strage di Capaci.
La strage di Capaci fu un attentato mafioso in cui il 23maggio 1992,sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci a pochi chilometri da Palermo, persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Shifani, Rocco di Cillo, Antonio Montinaro.
Questa mattina, sulle note dell'inno di Mameli, nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, si sono aperte le commemorazioni.
Alla manifestazione, che si svolge alla presenza di centinaia di studenti di tutt'Italia, partecipano il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il ministro degli Interni Roberto Maroni, il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini.
Visibilmente commosso, Giorgio Napolitano, prima di entrare nell'aula bunker ha incontrato i familiari di alcune vittime della mafia, alla presenza anche del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.
Prima il presidente della Repubblica ha reso omaggio alle vittime dell'attentato di Capaci recandosi nella caserma Lungaro della polizia, a Palermo.
Dopo avere deposto una corona di fiori ha incontrato i familiari di altre vittime della mafia.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto sottolineare il grande esempio morale dei giudici Falcone e Borsellino: "Lo Stato ha avuto in Giovanni Falcone e in Paolo Borsellino dei servitori eccezionali per lealtà e professionalità, dei coraggiosi e sapienti combattenti per la causa della legalità, in difesa della libertà e dei diritti dei cittadini. Li ricordiamo, e sempre continueremo a ricordarli come grandi esempi morali per i giovani e per tutta l'Italia".
Un minuto di silenzio per ricordare l'ora esatta, le 17.58, in cui il tritolo di Cosa nostra spazzo' via a Capaci le vite del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta.
Ad annunciare il silenzio il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso.
Il minuto di raccoglimento in cui si sono raccolte migliaia di persone presenti in via Notarbartolo davanti l'albero Falcone e' arrivato dopo alcuni momenti leggeri con i comici Ficarra e Picone. Insalata di arance e aringhe affumicateL’insalata di arance e aringhe affumicate, è una antica ricetta tipica di Palermo.
Questa insalata ha un gusto particolare, il sapore “forte” dell’aringa viene ammorbidito dal succo e dèll'arancia.
Ideale anche come aperitivo “diverso” abbinato ad un vino bianco.
Ingredienti:
6 arance brasiliane
gr. 150 olive verdi snocciolate,
2 cipolle scalogne,
100 gr. di aringa affumicata
olio di oliva;
sale q.b.
Sbucciare le arance privarle della buccia bianca e tagliarle a tocchetti affettare la cipolla a listarelle, tagliare l’aringa a pezzetti e le olive a rondelle unirle con le arance e condirle con olio ed un po’ d’acqua. U sfinciuni palermitanuLo sfincione (U sfinciuni ) è un prodotto tipico della gastronomia palermitana.
Si tratta di una antica ricetta che vede come ingrediente principale il pane pizza con sopra della salsa di pomodoro, cipolla, acciughe, e pezzetti di caciocavallo, formaggio tipico siciliano.
Lo sfincione si può gustare solo a Palermo e nel suo hinterland presso alcune pizzerie, gastronomie e panifici.
Il prodotto piu' originale viene pero' prodotto artigianalmente nei pressi di Porta Sant'Agata, e commercializzato da ambulanti che per le vie della citta' a bordo di motoveicoli a tre ruote (i lapini ) ed invitano la gente ad assaporare il loro prodotto.
Ingredienti per 4 persone.Per la pasta: 500 g di farina 00,
25 g di lievito di birra,
260 g di acqua,
1/2 limone,
4 cucchiai di olio,
1 cucchiaino di zucchero,
pepe, sale.
Per il condimento
500 g. di pomodori rossi maturi,
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro,
200 g, di cipolle,
50 g. di pecorino grattugiato,
100 g. di primo sale siciliano,(in mancanza altro pecorino fresco saporito),
4 sarde salate,
50 g di pane grattugiato,
origano,
olio extravergine di oliva,
pepe, sale.
Sciogliete il lievito nell'acqua tiepida assieme a un cucchiaino di zucchero, mescolate bene con una forchetta e aspettate che la soluzione diventi schiumosa.Fate la fontana di farina e mettete nel cratere la soluzione di acqua e lievito. Incorporate il liquido alla farina,salate con moderazione e impastate a lungo. Lasciate lievitare l'impasto coperto con un canovaccio per tre ore.Nel frattempo preparate quanto occorre per il condimento: tuffate i pomodori in acqua bollente per mezzo minuto, pelateli e tritateli. Affettate sottilmente le cipolle e fatele appassire in due cucchiai di olio. Unite i pomodori,il concentrato di pomodoro,il sale,il pepe e fate cuocere per venti minuti a fuoco dolce aggiungendo la poca acqua che occorre. Tostate il pane grattugiato in una padella con qualche goccia di olio finché non é dorato. Tagliate il primo sale a dadini e mettetelo a bagno in acqua fredda.Deliscate le sarde salate e spezzettatele a tocchetti. Emulsionate a caldo il succo di mezzo limone con 4 cucchiai di olio di oliva,fate un cratere nella pasta lievitata e incorporatevi l'emulsione di limone e olio e il pecorino grattugiato. Impastate bene e spianate la pasta in una teglia unta con 3 cucchiai di olio di oliva. Per avere uno sfincione della giusta altezza le dimensioni della teglia,con 500 g di farina, devono essere di circa 30 cm x 25 cm; i bordi devono essere alti almeno 6 cm,per dare modo alla pasta,alta 3 cm, di raddoppiare in lievitazione. Con la punta delle dita praticate delle fossette sulla pasta fino a toccare la base della teglia,poi ricoprite con la metà del sugo di pomodoro e cipolla. Fate lievitare per altre 3 ore e poi infornate a 200° in forno preriscaldato per 20 minuti. Quindi sfornate e distribuite velocemente su tutta la superficie il resto del sugo,i dadini di primosale e le sarde. Spolverate con origano e ricoprite con il pane grattugiato tostato.Bucherellate la superficie con la forchetta,irrorate con olio a filo e infornate per altri 20 minuti a 180°.
Lo sfincione va gustato sia caldo che freddo. Ca mma ra ta' Ca mma ra tà Ca mma ra tà Adesso ci hai rotto davvero E fare e rifare l’“eppy ore” E io…“a’ fini misi un c’a fazzu” Ca mma ra tà Ca mma ra tà a a Adesso però i cittadini Ca mma ra tà Ma adesso parlo io Ca mma ra tà Ca mma ra tà a a aa per non dimenticareLunedì 6 aprile 2009 ore 3:32 ------> L'ABRUZZO TREMA
Il sisma di 5,8 gradi Richter è avvertito in tutto il centro Italia...
... Oltre 1500 i feriti... ![]() ...100 mila gli sfollati... ...300 MORTI ...
...υη tributo α tutti glι italiani che hanna perso la vita in Abruzzo ... ...per non dimenticare...
aiutiamoli.......... Soltanto 1€Aiutiamoli,
un sms per riaccendere la speranza............................. Un SMS di solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto.
Tim e gli altri operatori di telefonia mobile Vodafone,Wind e 3 Italia,
hanno attivato il numero solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell'Abruzzo gravemente colpita dal terremoto.
L’iniziativa nasce d'intesa con il Dipartimento della Protezione Civile.
Ogni SMS inviato contribuirà con 1 euro.
Chiamando invece lo stesso numero da rete fissa si doneranno 2 euro
Per donazioni tramite bonifico bancario:
Conto Corrente intestato a: Mediafriends
IBAN: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387
Causale: terremoto Abruzzo
http://www.mediafriends.it/home.shtml
Il ricavato sarà interamente devoluto al Dipartimento della
Protezione Civile per il soccorso e l'assistenza.
La Protezione Civile fornirà inoltre tutte le indicazioni sull'utilizzo
dei fondi raccolti. Ci risiamo...............la storia si ripeteCi risiamo........come per la Casa di Babbo Natale, la storia si ripete con l'arena di "Gladia Goal" . Nell’arco di una notte dal nulla si costruisce una mega struttura, dalle dimensioni che certo non possono passare inosservate, e altrettanto celermente viene smontata perché mancano le autorizzazioni. In questo caso come per la costruzione natalizia, manca il nulla osta della Soprintendenza ai Beni culturali. Ed ecco che la manifestazione sportiva prevista per ieri pomeriggio, viene immediatamente annullata e i vigili mettono i sigilli al Colosseo d’acciaio. Come se nulla fosse accaduto. Ma come è possibile che il Comune dia il via libera alla costruzione, senza avere tutte le carte in regola? Ancora una volta si assiste all'assalto di piazza Politeama, invasa da una mega strutture d'acciaio. Questa è una città dove tutto è possibile, ormai non ci si meraviglia più. Dopo il pasticcio della casa di Babbo Natale anche questa volta tutto si è svolto senza la minima autorizzazione da parte delle attivita' produttive nè della Soprintendenza beni culturali. Dopo 4 mesi dalla vicenda della “casa abusiva di babbo natale” montata al Politeama , assistiamo ad un altro episodio vergognoso, un altro episodio di abusivismo . Se tutto questo succede nella piazza principale della città non oso immaginare cosa succede nelle altre zone di Palermo. Mi pare di capire che ormai viviamo in una città fuori da ogni controllo. Poveri noi….............. Giornata Mondiale Fai di primavera17^giornata FAI di primaveraIl Fondo per l'Ambiente Italiano organizza la 17^ giornata FAI di primavera dedicata alla riscoperta e al sostegno dell'arte e alla natura italiana.
Oggi e domani 580 siti particolari, spesso inaccessibili, saranno a disposizione del pubblico in 210 città.
Per l'occasione in Sicilia saranno visitabili 52 tra monumenti e siti naturalistici, la maggior parte dei quali normalmente chiusi al pubblico
A Palermo sarà aperta per la prima volta al pubblico Villa Cardillo Alliata, restaurata per ospitare il museo multimediale della Piana dei Colli, e il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino.
L'inaugurazione di Villa Cardillo Alliata , costato circa 4 milioni di euro, è una delle iniziative previste per la "Giornata Fai (Fondo per l'ambiente italiano) di primavera" che si svolgerà sabato e domenica .
Grazie anche alle Delegazioni FAI coinvolte e ai 12mila Studenti Ciceroni.
Un grande spettacolo a sostegno dell’arte e della natura dedicato a tutti coloro che hanno a cuore le bellezze del nostro Paese. Sfinci di San Giuseppe
Tipica Ricetta dolciaria Palermitana che si usa fare per il giorno di San Giuseppe.
Tutte le Pasticcerie della città in questo giorno preparano migliaia di "sfinci" invadendo ogni vicolo, strada o piazza di un profumo indescrivibile.
Ingredienti :
4 dl acqua 350 gr. di farina 100 gr. di burro
150 gr. di zucchero a velo 5 uova 1 cucchiaino di lievito in polvere 400 gr di ricotta di pecora 50 gr di cioccolato in gocce Scorzette d'arance ciliegi rosse candite, olio di semi q.b.,
1 cucchiaino di sale
Procedimento In un tegame versare l'acqua, il burro, il sale e portare in ebollizione .
Versare la farina mescolare con un cucchiaio di legno per 10 minuti circa fino a ottenere un composto compatto e soffice. Staccare e togliere la pasta ottenuta dal tegame e spianarla affinche' reffreddi presto.
Incorporare i tuorli e lavorare il composto come una pasta.
Montare a neve gli albumi unirli al composto poco per volta.
L'impasto dovra' risultare infine soffice e cremoso.
In un tegame a pareti piuttosto alte friggere nello strutto il composto versato a cucchiaiate,in modo da ottenere delle frittelle.
Fare raffreddare e incidere con un coltellino.
Preparare la crema ricotta.
Spalmare sulle frittelle.
Decorare con scorza d'arance e ciliegi rosse.
L'impasto è lo stesso del cannolo siciliano non dovete fare altro che metterne una grossa cucchiaiata sulla "sfincia".
Il nome Sfincia deriva dall'arabo è significa spugna,infatti quando essa va in cottura si gonfia lasciando delle porosità all'interno proprio come fosse una spugna. La pasta con le sardePasta con le sarde Pasta cui sardi
La pasta con le sarde è un piatto generalmente preparato a Palermo per la festività di San Giuseppe,molto apprezzato in tutta l'isola. Pur essendo un piatto tipico della Sicilia Occidentale, può essere preparato secondo un’ampia varietà di modi. Non tutti la realizzano seguendo lo stesso procedimento, c’è chi mette lo zafferano nell’acqua bollente prima di buttare giù la pasta, chi aggiunge il concentrato di pomodoro alla salsa, chi preferisce il pangrattato tostato, chi abbonda con le sarde e chi no, chi spruzza il vino e chi aggiunge mandorle abbrustolite. La ricetta che segue, è quella preferita dalla maggioranza.
Ingredienti, per 4 persone: gr.400 di maccheroncini o bucatini, gr.400 di sarde fresche, finocchietto selvatico, uva passa e pinoli, 4 filetti di sarda salata, 1/2 cipolla, una bustina di zafferano olio di oliva, sale, pepe.
Fare rosolare in un tegame la cipolla con olio d’oliva, aggiungere i filetti e farli sciogliere, mettere l’uva passa e i pinoli a fare rosolare per un minuto circa. Lessare a parte i finocchietti in abbondante acqua salata, scolarli e tritarli finemente con una punta di coltello. Conservare l’acqua. Aggiungere i finocchietti al fondo gia’ preparato, coprite con l’acqua del finocchietto e portare a bollore per cinque minuti. In ultimo aggiungere le sarde fresche, aggiustare di sale e pepe, e completare la cottura per altri cinque minuti. In una padella con abbondante olio caldo, friggere le sarde, dopo averle pulite, aver tolto lisca e testa e averle infarinate. Lessare i finocchi in abbondante acqua salata avendo avuto cura di legarli in fascio prima di disporli nell'acqua. A cottura ultimata tritarli. Nell'acqua di cottura fare cuocere la pasta da scolare al dente. Preparare una salsa rosolando nell'olio un trito di cipolla, aggiungendovi facoltativamente un po' di estratto di pomodoro. aggiungere poi i finocchi tritati, i filetti d'acciuga spezzettati, l'aglio, l'uva passa fatta prima ammorbidire in acqua tiepida e i pinoli, pepe e zafferano ed infine alcune sarde che si erano messe da parte crude. Condire i maccheroncini con la salsa ottenuta, conservandone per dopo qualche cucchiaiata. In una pirofila disporre le sarde fritte lasciate intere. Quando il piatto verrà rivoltato in un vassoio da portata si noterà il disegno costituito da queste sarde. Mettere la pasta che si avrà avuto cura di mescolare con il condimento preparato, coprendo infine il tutto con la salsa rimasta. Porre in forno caldo per circa 10 minuti, spolverando il tutto con il pangrattato. Servire fredda.
La vampa di San Giuseppe
![]() Premio dell'amiciziaQuesto premio all'amicizia completo della bellissima poesia sottostante... mi sono stati donati gentilmente dalla carissima bluemoon
A cui vanno i miei più sentiti e affettuosi ringraziamenti..
Se potessi fermare il tempo Grazie Cetty 8 Marzo,Festa della donna8 Marzo,
Festa della donna
Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, proprio in ricordo della tragedia. Questo triste evento, ha dato inizio negli anni successivi ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte solo negli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica. Successivamente, con il diffondersi delle iniziative, che vedevano come protagoniste le rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli. Ai giorni nostri, le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi sulla condizione della donna. Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare queste data, è andato in massima parte perduto il vero significato della festa della donna, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione" . Auguri Il CarnevaleIL CARNEVALE IN SICILIA
Il Carnevale è sempre stato e sempre sarà il sinonimo di divertimento.
Anticamente i festeggiamenti legati a questa manifestazione profana e folcloristica duravano più di un mese, a partire dal giorno seguente l'Epifania e fino al giungere della Quaresima.
Da sempre la festa ha rappresentato lo specchio delle condizioni sociali, politiche e civili dei tempi, nonché tempio e massima rappresentazione della trasgressività.
Le prime notizie storiche certe sul Carnevale siciliano risalgono al 1600 e riguardano la città di Palermo e, col passare degli anni, la ricorrenza assunse sempre più sfarzo nella preparazione degli addobbi, dei costumi e delle maschere.
Attualmente l'abitudine di festeggiare il Carnevale è ancora molto sentito in tutta l'isola.
Una bella festa di carnevale e quella di Termini Imerese, qui si attua la sfilata dei carri allegorici che rappresentano una satira dei vari personaggi del mondo della politica e dello spettacolo, balli vari ed il rogo dei due fantocci del "nannu" e della "nanna", evento che sancisce la fine dei festeggiamenti.
Il carnevale di Sciacca probabilmente è una delle manifestazione più note di tutta la Sicilia è diventato un vero e proprio richiamo per i turisti, un evento per questa citta' uno dei più importanti, tanto da diventare uno dei carnevali più famosi d'Italia, nonché occasione di divertimento e coinvolgimento per tutta la cittadinanza.
I carri allegorici qui preparati hanno subito delle positive innovazioni tecnologiche che prevedono il coinvolgimento di bravi artigiani e scultori per diventare così delle imponenti strutture per le rappresentazioni satiriche dei vari personaggi del nostro tempo.
Il momento centrale della manifestazione si ha con la sfilata dei carri allegorici, evento che inizia il sabato per terminare il martedì. La sera del martedì, si concludono tutti i festeggiamenti con il rogo del carro di "Peppe Nnappa".
Il Carnevale di Acireale ha delle origini molto antiche .
Ogni anno si ha la sfilata di carri allegorici infiorati costruiti in cartapesta, di gruppi folcloristici e mascherati, l'esibizione di cantanti e di majorettes, l'esecuzione di giochi popolari nonché l'attiva partecipazione degli abitanti della città. Naturalmente anche il capoluogo siciliano ha il suo carnevale. Il Mastro di CampoIl Mastro di Campo
Antica manifestazione popolare siciliana del Carnevale è "Il Mastro di Campo", una pantomima che si svolge in piazza e che coinvolge tutta la città di Mezzojuso l'ultima domenica di carnevale.
Questa manifestazione che ebbe origine a Palermo, si svolge da oltre due secoli a Mezzojuso e rappresenta ancora oggi una bella pagina di Folklore .
Tale pantomima tragicomica prevede, inoltre, l'intervento di circa novanta figuranti vestiti con costumi risalenti al XV secolo. La storia ha come soggetto, la storia d'amore ostacolata fra il Mastro di Campo e la Regina.
La relazione tra i due viene contrastata dal Re che tiene la Regina prigioniera in un castello.
Protagonista della farsa è il "Mastro di campo", un cavaliere con un'orrenda maschera rossa dal naso enorme, che attacca il castello perché innamorato della regina.
Prima della battaglia, buffi "ingegneri" misurano la piazza con enormi compassi per decidere la strategia da adottare.
Le guardie armate respingono i continui attacchi del Mastro di Campo e dei suoi alleati .Dopo una serie di avvicendamenti, finalmente, il Mastro di Campo riesce a salire sul Castello e a conquistare la Regina.
Il Re sconfitto viene fatto prigioniero e condotto in catene dal Mastro di Campo e dalla Regina per le vie del paese .
Alla fine della pantomima, così come vuole la tradizione delle favole più belle, Mastro di Campo riesce a conquistare la sua amata Foto di palermoweb.com Preghera ra siraPreghera ra sira
Iu mi curcu nta stu lettu
cu Maria supra lu pettu
Iu dormu e idda vigghia,
si c’è cosa m’arrisbigghia.
Chiudu la porta mia
cu lu mantu di Maria;
intra porta, fora rocca,
nuddu c’è chi mi la tocca
e cu veni pri la porta mia
né forza, né valia.
Lu vastuni di San Simuni
mura l’occhi a li mali persuni. |
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